Casoli

L’abitato di Casoli Val di Lima è situato sulla sommità di un’altura disposta all’ombra del Colle delle Tanette, una propaggine rocciosa che si distacca dalle pendici settentrionali del Monte Memoriante.

Del castello medievale oggi rimangono solo alcuni resti della cinta muraria. La costruzione anticamente aveva una forma stretta e allungata obbligata dalla natura stessa dell’altura, con un circuito murario secondario di forma circolare, posto lungo il fronte nord e una piccola torre circolare. La rocca più antica, costruita con una tecnica particolare che compare in poche altre costruzioni del genere nella Valle Superiore del Serchio, può essere datata al XI-XII secolo.

Tra i luoghi da vedere si segnala la Chiesa di San Donato, attestata per la prima volta nel 1180. Della struttura originaria della chiesa, in stile romanico, rimangono tracce riconoscibili nel campanile e in alcune porzioni della muratura. All’interno, diviso in tre navate, sono da segnalare il fonte battesimale del XIV secolo e alcune opere pittoriche del XVII secolo.

Un sentiero sterrato conduce alle rovine della Chiesa di Sant’Andrea, posta sul colle omonimo in prossimità dell’antico abitato di Lacu. Il piccolo borgo, menzionato già a partire dal X secolo, non possedeva efficienti strutture che permettessero la difesa della sua popolazione. Questo condizionò pesantemente le sue sorti e nel corso dei secoli, sia a causa degli scontri tra i comuni che per le epidemie di peste, l’abitato di Lacu venne progressivamente abbandonato, a favore dei centri vicini.

 

Note storiche

L’edificazione del castello di Casoli può essere fatta risalire a prima del 1180 - data della prima testimonianza scritta - quando alcuni signori locali, legati alla potente famiglia dei Porcaresi, presero l’iniziativa di innalzare la costruzione militare. In seguito passò prima alle dipendenze della comunità rurale di Casoli e poi nelle mani della famiglia dei Lupari che lo fortificarono nuovamente. Banditi i membri della nobile stirpe ad opera di Castruccio Castracani, Casoli e la sua rocca furono soggetti al Comune di Lucca ed entrarono a far parte della Vicaria della Val di Lima.

Nel 1337, durante il periodo di contrasti fra Firenze e Scaligeri, la fortezza di Casoli fu presa d’assedio e danneggiata dalle armate fiorentine; a seguito di questa incursione fu ordinato di riparare la porta e di munire la torre con pietre in grande quantità. Fu inoltre stabilito che un muro mezzano «bonum et sufficientem et merlatum» ed uno sperone fossero innalzati in otto giorni. Niccolò Fortebraccio riuscì a occupare Casoli, ma soltanto prendendola a patti poiché, come ebbe a definirla il commissario fiorentino di Pescia, era “fortezza inespugnabile”. Dal 1369 Casoli ritornò sotto il governo lucchese, situazione che perdurò anche nei decenni successivi.

Galleria

Casoli, particolare delle mura con arco di accesso
Casoli, particolare dei ruderi
Casoli, facciata della chiesa
Casoli, particolare del timpano della facciata con campanile